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Teatro Civile Festival: il programma di domenica 19 luglio

Una Bari primitiva e infelice nella prima nazionale di "Furie de Sanghe - Emorragia Cerebrale" della compagnia barese Fibre Parallele

 

Poi "My Arm - Progetto Ab-uso" dell'Accademia degli Artefatti



fibreLa seconda giornata del Teatro Civile Festival si aprirà alle ore 19 in Piazza De Galganis con l'aperitivo teatrale.

 

Alle ore 21:00 nel chiostro delle Clarisse la compagnia Fibre Parallele presenterà, in Prima nazionale, FURIE DE SANGHE- EMORRAGIA CEREBRALE, uno spettacolo nel quale si racconterà, secondo la descrizione degli stessi artisti, una Bari primitiva e infelice, un pezzo di terra che puzza di pesce andato a male e che si brutalizza per la sua ignoranza, che stupra l'umano con la sua violenza. La lingua barese suggella il senso di aggressività: arriva sincopata, tagliente e prepotente in faccia alle persone, come uno sputo; sfonda ogni regola sociale e invade lo spazio. E' la lingua che grida parole infami e che sussurra pettegolezzi, la lingua che mozza le parole: parole mutilate, parole spezzate, parole scomposte, parole sverginate. In una comunicazione primordiale, archetipo barbarico, crudele rito tribale. Questa è la terra che amiamo, questa è la terra che odiamo. Moriremmo standone lontani, forse ne moriremo standoci vicino.


 

Alle ore 22:30, nell'auditorium delle Clarisse, l' ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI presenterà lo spettacolo MY ARM - PROGETTO AB-USO. "My arm" è il monologo di un trentenne che ha sfidato se stesso e le proprie possibilità e la propria noia, e quella universale: dopo aver dimostrato di riuscire a stare per quattro mesi senza andar di corpo e per un periodo più o meno ugualmente lungo senza parlare, un giorno porta un braccio sopra la testa e prova a verificare per quanto tempo riuscirà a tenercelo...e ora vive e muore del suo braccio reso inattivo, arto ucciso, ma insieme unico superstite al resto del corpo. "L'uomo del braccio" racconta la sua storia prendendo a prestito dagli spettatori foto, chiavi, accendini che raffigurano luoghi o personaggi cui però non rimandano affatto, e che diventano scenario e protagonisti di un suo spettacolo personale (ripreso da una telecamera live e proiettato): ecco un teatro ulteriore, un mondo ulteriore e un linguaggio che raccontano una storia tanto vera e per questo impossibile, manipolando la realtà e mettendola a servizio di una rappresentazione che però non ha nulla da raccontare.

Al termine, jam session in Piazza De Galganis, presso la Cantina del Mediterraneo in Piazza De Galganis


19-07-2009