Sei qui: Home > Teatro civile festival > programma > Teatro Civile Festival: il programma di martedì 21 luglio

L'ultima giornata del Teatro Civile Festival si aprirà, come al solito, alle ore 19:00 in Piazza De Galganis con l'aperitivo teatrale.
Alle ore 19:30, nell'auditorium delle Clarisse, la Compagnia stabile "I Filodrammatici" - Tieffe Stabile di innovazione porterà in scena uno spettacolo vincitore del premio Nuove Sensibilità 2008 VERY CONTEMPORARY MAN. Tre uomini in scena. Chi sono? Tre padri? Tre figli? Di certo sono tre prodotti della cultura contemporanea che si raccontano al pubblico, lo deridono, lo seducono parlando dei loro figli e del mondo in cui devono crescerli, dei loro padri e di un mondo patinato che ricordano attraverso motivi pop e jingle televisivi. Raccontano episodi di vita vissuta, ripensano se stessi e le loro origini, ricordano i miti che li hanno accesi e poi abbandonati.
Alle ore 21:00, sul sagrato della chiesetta dell'Incoronata, ci sarà un debutto per il Sud Italia: Daria Deflorian e Antonio Tagliarini presenteranno FROM A TO D AND BACK AGAIN: una stupidità amara attraversa la filosofia di Warhol e dialoga con la nostra. A e D parlano, di fronte a un intervistatore invisibile o al telefono, comunque con un altro, parlano di niente, parlano di tutto attraverso il niente, soli e sempre a fare scena, sempre pubblici. Solitudine seriale, esposta, che non vuole essere risolta, quella di chi vuole stare in mezzo agli altri, ma non vuole essere toccato. Lo spettacolo scorre divertente, tutto è chiaro, evidente. Ma piano piano si fa largo un sottile sospetto: cosa stiamo guardando? Dove siamo? Dov'è lo spettacolo? E' qui dentro, su questo palco o è là fuori, nel mondo? La realtà non è più che una chiacchierata, non è' più che un'immagine dell'ultimo telefilm che abbiamo visto alla TV.

Alle ore 22:30 nel chiostro delle Clarisse sarà la volta del Teatro delle Albe, una delle più grandi compagnie italiane, fondata nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni, basando la propria concezione artistica parte sul concetto di «asinità», ovvero una «forma di apertura all'illimitato», concetto preso a prestito da Giordano Bruno. Il Teatro delle Albe presenterà, in Prima regionale, ROSVITA, spettacolo basato sulla storia di una drammaturga del X secolo, una monaca sassone che nel convento di Gandersheim riscrisse le commedie di Terenzio trasformandole in drammi edificanti. La sua produzione può essere letta come una prima, arcaica forma di "teatro della crudeltà". "Abbiamo intitolato a suo nome questa nostra miniatura corale, inanellando e montando frammenti delle sue partiture sceniche: in esse vengono sconfitte crudeli figure paterne e autoritarie, in esse le tormentate figure femminili, in maniera improvvisa e iperbolica, accettano precipitosamente e la tentazione e la resa e la conversione"- afferma Ermanna Montanari. "Non c'è logica, non c'è buonsenso, non c'è misura: tutto si compie nell'eccesso dell'interiorità, là dove affrontiamo le sfide decisive". La presenza a Monte Sant'Angelo dello storico gruppo ravennate, guidato dalla stessa Montanari con Marco Martinelli, sarà impreziosita dal debutto di Aria pubblica di Patrizia Cavalli, una "miniatura" vocale eseguita da Laura Redaelli e creata all'interno del laboratorio permanente condotto da Ermanna Montanari. "Sarà una vera e propria incursione teatrale, in luogo e ora a sorpresa" - afferma Mariateresa Surianello, direttrice artistica del festival - "Un dono al festival che andiamo a condividere con tutti gli spettatori".
Al termine, continua il progetto delle jam session in Piazza De Galganis: l'ospite della serata è il chitarrista israeliano Yuval Avital: splendida occasione di incontro tra culture diverse.